Indicazioni per il trattamento invernale 2020

La stagione è ormai giunta al termine ed è di nuovo tempo di parlare di varroa. Come suggerito dalle linee guida nazionali e regionali, è necessario scegliere il secondo intervento annuale per mantenere sotto controllo la popolazione del temibile acaro.

Il trattamento invernale di elezione è quello basato sul principio attivo acido ossalico, purché si effettui in completa assenza di covata. In questo momento, le famiglie più in salute si stanno già avviando verso il probabile blocco di covata naturale, mentre quelle più deboli presentano ancora una quantità di covata variabile.  Questo a dimostrazione che nella deposizione e accudimento di covata non intervengono solo fattori ambientali ma anche propri della famiglia; non dare dunque mai per scontata l’assenza di covata in apiario controllando a campione.

Il trattamento invernale è il presupposto per una stagione produttiva senza grattacapi fino al successivo trattamento estivo; famiglie trattate in presenza di covata rischiano di non arrivare all’estate o di arrivarci subendo notevoli danni. Con qualche piccola differenza a seconda delle zone, il periodo in cui verosimilmente si possono trovare le famiglie senza covata va da metà Novembre a fine Dicembre. Altamente sconsigliato andare oltre, in quanto a Gennaio non è infrequente una prima ripresa di covata, seppur modesta.

I farmaci registrati a base di acido ossalico sono diversi: Apibioxal in polvere, Apibioxal pronto all’uso, Oxuvar e Oxybee. A fronte di una leggera differenza di concentrazione dell’ingrediente attivo, non si rilevano grosse differenze nell’efficacia acaricida, tanto da poter considerare i quattro farmaci sostanzialmente intercambiabili. Tuttavia, la lunga esperienza con Apibioxal, sia tra i nostri soci, che a livello nazionale, porta questo farmaco ad essere quello che consigliamo.

Varromed pur contenendo anche acido formico, vede sempre l’acido ossalico come componente principale quindi può essere usato in alternativa ai prodotti precedentemente citati. Vista la percentuale di principio attivo, il suo utilizzo in estate in presenza di covata desta qualche dubbio, mentre dovrebbe essere più che sufficiente nel periodo invernale.

Riguardo le modalità di somministrazione, Apibioxal in polvere si presta sia al gocciolamento che alla sublimazione. Per quest’ultima modalità si raccomanda però l’utilizzo di DPI adeguati (tuta, guanti, maschera per acidi organici) in modo da tutelare l’operatore. Come già ricordato più volte, inoltre, si raccomanda l’utilizzo di sublimatori elettrici termostatati evitando invece quelli “a fiamma” o comunque incapaci di garantire il controllo della temperatura. In ogni caso andranno comunque sempre rispettate le modalità suggerite nell’etichetta d’uso, evitando inutili e controproducenti sovradosaggi.

Tra le alternative ai farmaci a base di acido ossalico ci sono quelli a base di amitraz, ovvero Apivar e Apitraz. Tali presidi possono essere usati nel periodo autunno-invernale purché si tenga a mente che, agendo per contatto, è fondamentale che la loro posizione nell’alveare si adatti ai movimenti del glomere. Si dovranno quindi prevedere controlli periodici per verificare ed eventualmente spostare le strisce.

Quale che sia il trattamento scelto, esso andrà annotato sul registro dei trattamenti, appositamente vidimato dalla vostra AUSL competente per territorio.

Rimango a disposizione ai miei consueti contatti per eventuali chiarimenti. Buon trattamento e buon meritato riposo alle api e agli apicoltori!

Riccardo Cabbri